Ammetto che da Burton mi sarei aspettato un po' di più. Dimenticando chi sia il regista si può tranquillamente dire che il film scorre piacevole, senza grandi intoppi. Comincia male, lento e poco interessante, appesantito da una componente musical che non aggiunge nulla e anzi è priva, paradossalmente, di canzoni memorabili. Quando penetriamo nella marcia e cupa Londra vittoriana (fatta a computer, ma non appesantisce affatto la visione) il film risolleva la testa: i numeri musicali diminuiscono e migliorano e, soprattutto, salta fuori il talento visionario e il gusto del grottesco di Burton: personaggi beffardi, colori pastello, scenari gotici.Con in più un certo gusto per il macabro ed un'inedita, ghignante, crudeltà: si tagliano gole come in un balletto, il sangue (color rubino) scorre a fiumi, i corpi vengono deformati, bruciati, distrutti. Cast eccellente che se la cava anche nelle parti cantate, con la Bonham Carter e Rickman meglio di un Depp monocorde nell'uso della voce. Sacha Baron Coen, sorprendente ed irrefrenabile nel suo mix di gigioneria, ironia e patetismo, è un valore aggiunto. Godibilissimo, ma resta il rammarico per un'operazione non sfruttata al meglio.
